ricordo di Remo Pagnanelli (1955 1987)

Biglietto da viaggio

spesso in una voliera sognami.
Sarà grande garantirà per me
questo splendore, parti pure e
non interrogarti (questione di
attimi e scorderai).

***

mi addormento nel pensiero, non di te,
ma nel pensiero stesso, forse di lui
ma non necessariamente …

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p 100 e p. 202
[Musica da Viaggio , poi confluito in Atelier d’inverno] remo-pagnanelli

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7 thoughts on “ricordo di Remo Pagnanelli (1955 1987)

  1. Noto con disagio e con preoccupazione che la gran parte dei poeti cosiddetti “giovani” non riesce ad accompagnare i propri testi con riflessioni che Anceschi definirebbe nell’ambito della “poetica” (nei casi migliori, l’autocritica si disloca nell’attività, di generico apprendistato, delle traduzioni): sappiamo che lo status delle poetiche è fluido e che sovente i risultati formali non corrispondono alle intenzioni, però le idee espresse dai poeti sulla poesia sono di interesse fondante per ricostruire non solo il milieu del tempo o dei tempi ma per conoscere il tasso di funzionalità, e di suggestione dei patterns della Lingua Intertestuale, data ormai l’accettazione della riduzione dell’artifex a medium fra la Tradizione e lo stratificarsi dell’idioletto. Questa assenza metalinguistica determina una caduta dello spessore informativo e semantico della testura, svuota le valenze che la caratterizzano come ipersegno e alimentano una supina accettazione dei codici del passato; in sostanza, la perdita di memoria e di facoltà giudicante regala la parola a uno stagnante e immobile presente e non permettono alcuna vita e promessa di futuro.

    (Remo Pagnanelli, Punti per una improbabile etica-poetica)

    • Caro Flavio Almerighi,

      hai fatto assai bene a riproporre l’opera e la figura di Remo Pagnanelli, poeta e letterato di straordinario valore, conosciuto da pochi e da pochissimi riconosciuto. Sono rimasto in contatto con lui fino agli ultimi giorni della sua vita. Conservo gelosamente alcune sue lettere, anche quella che preannunciavano il suo tragico gesto, e che io non ho saputo intendere. Ne ho ancora rimorso. E’ proprio vero, le parole sono l’ombra di chi le scrive e in poesia esse lasciano traccia come le impronte digitali su un cristallo. Per dirla molto semplicemente: soltanto gli uomini grandi possono produrre grande poesia; i mediocri arrivano appena a scrivere della buona poesia.
      Per quanto riguarda poi Giampaolo Piccari e la Forum, ci sarebbe da scriverne la storia per metterla a confronto con quella dell’odierna editoria.

      Saluti.

      PS Per caso hai conosciuto Pierluigi Bono?

      Luigi Manzi

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