nell’area dei codici verdi

Il mare, non l’Adriatico però,
prendeva cantonate d’azzurro
lasciandosi andare senza perifrasi
alla deriva, cantando
conteneva i drammi
dei pesci e della procellaria.
Ognuno voleva la pancia piena,
far notte e fare mattina
perché c’è somiglianza
tra tempo e vita.
Più avanti l’uomo saltò le acque
vuotò il mare, riempiendolo
delle proprie imprese,
fini che all’ultima ora
Rosetta si spense su una cometa
dirigendo l’orchestrina del Titanic
con le luci ancora accese.
Chi ha dato tutto non rammenta,
divorato dai ricordi
della vita non si occupa più,
nell’area dei codici verdi
lo chiamano già predestinato,
nemmeno troppo sottovoce.
Quando ha coscienza,
guarda suo figlio e dice
– Torna a casa
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One thought on “nell’area dei codici verdi

  1. Rosario Bocchino Non ci sono parole per la stupida e assurda situazione in cui la vita viene abbandonata alla morte. La poesia come al solito tocca il cuore pungolando una coscienza ormai assuefatta a ogni becera e orripilante realtà. Grazie

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