Nella baracca X

kz_dachau_08 Non è bastato inghiottire pianto
e silenzi nel carmelo di Dachau,
sembrare bambino per essere uomo

gente senza mandibola batte ancora i denti,
la morte è ingiusta per chi non ha vissuto.
Manca verità nelle leggi, tutte l’omettono.

E voi rami secchi, invisi alle vostre donne,
siete gli unici a non averlo creduto,

i vostri nati hanno torto il viso da voi
mentre lasciavate fare,
ordinando preventivi per nuove case sfatte.

Pensavate di tacciare il male con epigrafi
in tutte le lingue, ma i demoni resistono
Doveva essere Mai più in tutto il mondo,

invece nella baracca X l’uomo batte i denti,
paga pegno a una civiltà in ostaggio.

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6 thoughts on “Nella baracca X

  1. Mario M. Gabriele: 1 settembre 22:48:46
    Dachau, Birckenau, Auschwitz sono stati i luoghi dove tanto si è discusso della morte di Dio di fronte a una tragedia, mai archiviata dalla Storia. Fortini, Celan ed altri poeti hanno scritto pagine indimenticabili su questo tema.Tu, oggi, ne presenti un’altra di grande emotività come nel verso finale dove “nella baracca X l’uomo batte i denti / paga pegno a una civiltà in ostaggio”. Bello non dimenticare!.

  2. Luigina Bigon
    2 settembre alle ore 14:28

    Poesia potente che scuote fin dal profondo…. poi quel ” …batte i denti…” fa rabbrividire….
    Grazie Flavio Almerighi per la forza della denunzia, che condivido.
    Grazie anche anche Mario M. Gabriele con cui mi trovo d’accordo

  3. …ancora l’uomo batte i denti… l’orrore non finisce mai, cambia soltanto paesaggio….nome…lingua…
    Non siamo sicuri da nessuna parte, ma intanto si fa finta che non sia cosi’….ma dentro la vita i denti battono….battono….
    Grazie della tua poesia….
    (via mail)

  4. La civiltà è in ostaggio di una maggioranza, che ha scelto di prosperare sul male o, quantomeno, si sforza di non farci caso… Finché la “minoranza sana” non riuscirà a fare rete, si sarà sempre ostaggio di chi vota i soliti noti.
    Ma grazie per questa (bella) meditazione, Flavio: non indica vie d’uscita, ma riflettere sul male che si ha contro, almeno fortifica la voglia di “fare resistenza”.

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