nel giorno che ci siamo perduti

Luce a Dio, domenica giaci
assieme a mercanti di fiori abbandonata
là, dove tutti entrano qualcuno non esce.
Ogni vita attimo sacrificabile
trapunto di epitaffi da cimitero latino
nel giorno che ci siamo perduti.

E si dice non doveva finire così,
ma sono piccole ombre sugli occhi stanchi.
Ali non ultimate, lasciate grezze
instabili come la terra intorno,
sono già piene: l’odore dei soldi
sposta anche i fiumi, ha spento le candele.
Un cormorano rassegnato, indifferente
osserva chi lo ha coperto di petrolio.

Tua madre era bellissima,
tu non le somigli.

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7 thoughts on “nel giorno che ci siamo perduti

  1. Bella e molto triste
    mi fa venire in mente quante volte sono andata a funerali di giovani, perduti così, tanto velocemente da non riuscirne a dare un motivo, una spiegazione se mai si avesse bisogno di spiegazioni.
    Lascio il cuore, e non bastano gli occhi colmi di lacrime a sanare quel vuoto
    negli occhi di chi li ama e li amerà per sempre.
    Così l’ ho sentita.
    Chiara

  2. Molto bella e difficile. Io l’ ho sentita così.
    Sono stata spesso a funerali di giovani ragazzi, perduti così, troppo velocemente da non riuscire a darmi una ragione se mai ci fosse una ragione.
    Guardare oltre gli occhi gonfi di chi soffre del vuoto lasciato e in cuor mio, con molta vergogna (tanta tanta) guardare i miei figli e sentirsi in colpa.
    Un abbraccio
    Chiara

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