Due poesie da Caleranno i Vandali scelte da Giorgio Linguaglossa

Flavio Almerighi Due Poesie da “Caleranno i Vandali” (Samuele Editore, 2016)

“Di sette mattine”

di sette mattine
cinque sono sbagliate
due superflue.

Dai pomeriggi infiniti
al presente col fiato corto,
Auschwitz è più essenziale
il sud america un’illusione.

La sera grandina pietre dure,
si deve assecondare
l’arte da ergastolano,
attinge sonno
da programmi in replica.

“Memorie di un pulitore di carrozze”

sabato,

il sacco nero pesa vuoto
come la notte intorno,
trovo inutile controllare l’ora
come qualche raro viaggiatore
fa con l’unica voglia di partire
senza dire dove scenderà

le tendine ferme
divaricate poco più chiare
la stagione infinita,
io non godo le stelle
all’uscita prendo un po’ d’aria
prima di un’altra vettura

l’ultima parte per prima,
debbo smontare in fretta
non mi armo, me ne andrò
con la mia raccolta
di vuoti a perdere.

I bambini dormono
offesi perché nati,

sono qui e immagino
che non è finita,
l’anima nel sacco nero
conserva leggerezza
sotto le spalle indolenzite.

Commento di Giorgio Linguaglossa

Almerighi fa una poesia della «buona notte», appena dietro il paravento del suo verseggiare stralunato e derisorio; qui ci sta tutta la drammaticità del nostro modo, del nostro fare poesia, l’incapacità, l’impossibilità di esperire una «esperienza», di identificare una esperienza, quella cosa che guizza via dalle mani come un pesce appena credi di averla agguantata. E, si sa che l’«esperienza» è, tra i concetti filosofici, quello meno filosoficamente rischiarato. Che cos’è l’esperienza? Mistero fitto. Quali sono i suoi confini? Quando può dirsi che noi facciamo veramente una «esperienza»? In fin dei conti, la poesia non è altro che il resoconto stenografico di una «esperienza» e di un «evento»…

Flavio Almerighi è nato a Faenza il 21 gennaio 1959. Sue le raccolte di poesia Allegro Improvviso (Ibiskos 1999) Vie di Fuga (Aletti 2002) Amori al tempo del Nasdaq (Aletti 2003) Coscienze di mulini a vento (Gabrieli 2007) durante il dopocristo (Tempo al libro 2008) qui è Lontano (Tempo al libro 2010) Voce dei miei occhi (Fermenti editrice 2011) Procellaria (Fermenti editrice 2013) Sono le Tre (lietocolle 2013) Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste quali Tratti, Prospektiva, Il Foglio Clandestino.
(originariamente su La Scialuppa di Pegaso)

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3 thoughts on “Due poesie da Caleranno i Vandali scelte da Giorgio Linguaglossa

  1. Serenella Menichetti: Complimenti Flavio!

    Mario M. Gabriele: Ci sono in queste due poesie, alcuni momenti di riflessione e di forte energia critica che si concretizzano come in questi brevi versi:”I bambini dormono / offesi perché nati./ E che aprono il fascicolo delle colpe esistenziali, immettendosi in un maledettismo universale, che non ha sbocchi salvifici o metafisici. E’ la particolare osservazione critica concepita con un montaggio sapiente di pochissimi elementi mobili, interscambiabili e dislocati nell’espansione di un discorso sintetico, fulminante, dove la parola è essenziale e sintesi di un concretismo reale.e di perentorietà espressiva, in cui anche la forma chiusa del linguaggio ha una spinta in avanti verso il contatto fluido con il lettore..

    Luigina Bigon: Molto interessante la poesia di Flavio e altrettanto sostanziosa e illuminante quello che dice Linguaglossa che alla fine conclude con “la poesia non è altro che il resoconto stenografico e di un di una «esperienza» e di un «evento»…”, di cui sono assolutamente concordo. Grazie a entrambi!

    Nadia Giannoni: Peccato che arrivino al cervello e non sfiorino il cuore… che ne avrebbe diritto!

    Luigina Bigon: Sempre guardando da prospettive diverse possiamo cogliere altri aspetti

    Rosario Bocchino: sto leggendo il libro di Flavio e queste due poesie sono la degna cornice della raccolta. Un libro che si sta dimostrando alquanto affascinante, sicuramente all’altezza dell’autore. Complimenti Flavio

    Lucio Mayoor Tosi: Delle due la prima. Già come inizia. La seconda poesia non riesce a formulare la domanda, quindi non trova risposta; ma apprezzo il coraggio con cui Almerighi affronta il vuoto: a viso aperto.

  2. Le tue poesie sanno coniugare la sapienza della costruzione e l’originalità nella scelta dei temi. Ogni poesia è un ritratto o un paesaggio creato da un artista sulla tela intrecciata dalle parole

  3. In effetti, dopo la denuncia dovrebbe esserci la proposta: che – come è stato scritto nella presentazione – qui manca; o almeno manca nelle due poesie scelte qui.

    Magari quando leggerò l’intero volume, troverò spunti in questo senso. Senza dire che ci sta benissimo un momento per la denuncia, la presa di coscienza e uno – diverso ed evidentemente successivo – per la proposta. Ma certo che non ci si può fermare a prendere atto del fallimento della società occidentale e del nostro “stare male” in essa: se no, si finisce col bruciarsi, come un motore che ha consumato tutto il lubrificante.

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