Pontelagoscuro, 25 aprile

partigiani, sola igiene del mondo
sempre meno e lontani come sono.
Aste di lance non fanno capolino
dal loro costato bianco.
I seni rientrati in petto
nel contrario della pubertà.
Adesso sono pioggia,

– In una grande giornata si muore

Quanto è stato bello, attraeva,
perde forma mai più lo rivedremo.
I capelli color cenere
i fazzoletti rossi usurati dal tempo.
Persino l’arteria più liscia,
quando si allunga è senza curve,
prosegue al più modesto orizzonte
tra noia e colpi di sonno.

– Pagheresti il biglietto per rivedere Stazzema?

Le stelle sanno.
Piombano sull’emisfero seguente
in cerca di nuova scienza.

– What’s the frequency, Kenneth?

7 pensieri su “Pontelagoscuro, 25 aprile

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