dopo Teutoburgo

Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sui loro aerei perché è osceno. (Col. W.E. Kurtz Apocalypse Now)

(Ottaviano)
Varo, rendimi le mie legioni!

(Varo)
Non posso, Principe
il mio cranio vuoto
è ricettacolo di osceni brindisi
alle aquile disciolte
sotto radure sconosciute.

(Ottaviano)
La Belgica è assediata,
il Principato scricchiola
del tradimento di ventotto egoismi,
polveri nascoste
sotto gli artifici contabili
di una moneta.

(Varo)
Liberami mio Principe
dal continuo guaire di bambini
sepolti in fosse comuni!

(Ottaviano)
Varo, rendimi le mie legioni!
Le donne sterili
non partoriscono più
soldati al loro principe.
L’apocalisse quotidiana
mi ha reso vecchio e non saggio.
Guance scanalate di lacrime
piante e spente sull’altare della pace,
immolano al cielo
sguardi cupi, inutili olocausti.

(Varo)
Possano i tempi, mio Principe
volgere a oriente, donarti albe nuove.

La tua vita sarà più lunga della mia.

Possano i tuoi figli,
ottimi principi, un giorno regnare
come Traiano!

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5 thoughts on “dopo Teutoburgo

  1. Le fonti ci dicono che Varo, quando vide che la battaglia era perduta, si suicidò conficcandosi la spada nello stomaco. Il fatto è che Varo sbagliò politica nei confronti delle tribù germaniche imponendo tasse e pugno di ferro, favorendo così l’insurrezione generale e cagionando il tradimento di Arminio. L’idea è buona ma a mio avviso ci devi lavorare le batture sarcastiche che hai messo in bocca a varo non mi sembrano riuscite. Il problema dell’imperialismo dell’Occidente non è ben messo a fuoco. Ci devi lavorare, sei sulla buona strada. Devi inserire più movimento, più narratività. È un lavoro difficilissimo da fare. Non posso che incoraggiarti, vedo che hai alzato l’asticella delle difficoltà. Bene così.

      • Penso che in sostanza tu abbia due possibilità: o fai una metafora dei rapporti umani (anche includendovi i rapporti di potere), e quindi puoi far dire a Varo e a Augusto quello che vuoi. Oppure scegli la metafora dei rapporti di potere puri e semplici (col colonialismo in primo piano) e allora, sì, c’è bisogno di più precisione e più cattiveria. Per esempio potrebbe essere interessante chiedersi se la politica di Varo fosse conosciuta ed apprezzata da Augusto o no; e se questo possa portare a sollevare il problema che – magari – i servi finiscono con l’essere, per eccesso di zelo, peggiori dei padroni.

        Anche la cecità dei colonialisti nei confronti dei colonizzati (Varo fece un errore tattico dietro l’altro, pensando di avere a che fare con selvaggi destinati a venir schiacciati dai calzari dei suoi legionari), potrebbe essere argomento d’indagine, coi tempi che corrono.

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