due pezzi

Ferrara

Sbuffa calore bianco
il camino dell’ultima officina,
un cavalcavia
interrompe l’orizzonte.
Dietro smontano tutto
cosa sarà non so.

Fuggiranno nelle valli
armati fino ai denti
figli di ragazze in bicicletta,
gambe piene d’amore opposto
al commentario di ogni giorno,
i sorrisi piantati
sui tornanti più in basso.

Forse era un incendio
nessuno si è fatto male,
riparto da Ferrara
con quel sapore in bocca
per tornare
dove manco.
_________________________________

Mani di pietra

Sono spaccato
pensando mani da muratore
unte d’olio
mani di pietra
precise e da professionista.

Erano pesanti, ricordo
ogni volta che lascio
dormire una camicia
con le altre.

I calendari cambiano
gatti e piccole star,
bambini morti e chicchi di caffè,
te ne sei andato presto, ragazzo.
Nessuna eredità a parte
quelle mani in dotazione.

Ecco, ti ricordo
da questo parcheggio di sole
e non volevo,
mentre un bastardino
prova ad attraversare
e se ne va.

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4 thoughts on “due pezzi

  1. Mi sembra di percepire un cambiamento fra queste ultime poesie e quelle che ho avuto modo di leggere nella maggior parte dei casi.

    E non è solo un modo “più piano”, con meno collegamenti di immagini apparentemente scollegate: mi sembra anche di cogliere un senso di rinuncia. Rinuncia, più che disillusione. Forse dovrei rileggerle.

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