Il pulsante rosso

Schivo l’auto di passaggio,
forse dovrei morire – penso
ma lascerei un vuoto,
colpirei al cuore
tutte le donne della mia vita,
i creditori rimarrebbero
senza futuro.

C’è il pulsante rosso
in ogni persona cosa,
dall’apri porta al conflitto nucleare,
ne ho uno sotto il cuore.
Nessuno, solo un tarlo,
mi chiede se ho mangiato meglio
o pane e raffreddore.

Intanto un vecchio in bicicletta
scivola sul ghiaccio,
sbalordito e gambe all’aria
pochi se ne accorgono.
Ripartirà forse,
forse no, il mondo è tutto qui
eterno ripartire.

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6 thoughts on “Il pulsante rosso

  1. Ciao Flavio, complimenti come sempre; soltanto non ho capito, se “persona cosa”, scritto così, va inteso come “persona equiparata a cosa” o come “persona e cosa”.

    A seconda dei casi il senso cambia; anche se potresti rispondermi: “decidi tu, vanno bene entrambi”.

  2. Cosa vuoi che sia: un conflitto nucleare, un uomo che cade, alla fine rimarremo sempre noi a continuare questa stirpe di umani pazzi. Si… in alcuni casi la pazzia è genialità, ma costruire una bomba o una bicicletta equivale alla solita reazione a catena che non si fermerà se non ci fremeremo noi: in continua discesa o in continua salita, ma sempre in movimento!

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