topic 6

“Non fidarti mai di nessuno che abbia più di 35 anni” (Jerry Rubin, politico e attivista statunitense, anima della rivolta di Berkeley)

“Siamo il paese dei perpetui e delle perpetue senza via di mezzo.” (Flavio Almerighi, sfigato di un impiegato che scrive poesie per non impazzire del tutto, aspirante pensionato)

Quarant’anni fa eravamo tutti giovani, ora siamo tutti vecchi perché non ci siamo mai preoccupati di lasciare niente a nessuno. Gli anni Ottanta sono stati il crocevia verso l’inizio della fine di una società nata dal dopoguerra, italianizzata dalla televisione, corroborata dai benefici innegabili di una posizione strategica importante ai tempi della cortina di ferro. Le speranze di un paese migliore nato dalla Resistenza sono durate una ventina di anni poco più. Una classe politica di autentici gangsters (così gli americani definivano i politici italiani al tempo della guerra fredda) ha prosperato e i suoi epigoni non si sono ancora estinti. I sessantottardi, i settantasettini, le pantere e i loro cuccioli hanno sostituito degnamente i vecchi democristiani, diventando ancora più democristiani, dopo una fase di contestazione propedeutica alla loro assimilazione, capaci quanto loro a perpetuarsi in un paese dove persino un posto da spazzino viene trasmesso per via dinastica. La metastasi della corruzione e della disonestà si è estesa indistintamente a tutti gli strati sociali di un paese già immobile di suo. Teniamo presente che quasi tutti noi abbiamo sguazzato come porci e per tornaconto in questo sistema. I giovani se ne vanno perché pur essendo oramai una minoranza silenziosa e rincoglionita, hanno ancora istinto di sopravvivenza, forse talento, e chi ce la fa crede nel futuro, e così la parte migliore di questo paese se ne va, Matteo Renzi e Matteo Salvini restano. L’Italia non sta vivendo un passato, un presente o un futuro: semplicemente si conserva. C’è solo da sperare che la moria di certe generazioni, inevitabile e per motivi anagrafici non augurerei la morte a nessuno, sia rapida. Il PIL aumenterebbe esponenzialmente grazie ai cassamortari.

Le analisi sono tutte precise e obbiettive, ho fatto 40 anni di lavoro, lavoro da quando ne avevo 16 e mi son rotto il cazzo di lavorare sotto padrone, darei volentieri il mio posto a un giovane, ma pare debba lavorarne almeno altri 4. Le analisi sappiamo tutti farle, c’è solo un piccolo particolare: non sappiamo metterci insieme per cambiare le cose. E gli artisti veri non debbono più stare zitti.

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5 thoughts on “topic 6

  1. I simili si attraggono; così, se l’Islam ha il Daesh, gli U.S.A. hanno Donald Trump, che fa il possibile per porsi sullo stesso piano; e siccome quello italiano è principalmente un popolo di pagliacci, qui abbiamo Salvini.

    Questa regola dovrebbe valere anche in positivo, però – come hai scritto tu e come nota chiunque abbia un minimo di spirito d’osservazione – questo, almeno da noi non accade. A questo punto bisognerebbe capire, se ciò non accade perché in questo Paese “i migliori” sono coerentemente così scarsi, da non capire questa semplice verità; oppure perché hanno capito che per l’Italia non c’è più nulla da fare: quindi è inutile ragionare a livello di “salvare” un popolo (non si può rianimare un cadavere): e dunque, è più logico pensare a se stessi, realizzando quel che si può fare, per creare comunque qualcosa che rimanga come appoggio, per chi, quando e se le cose dovessero cambiare.

    Detto questo – ma qui parlo per me – tu sai che, quando posso, non sto certo zitto. Anche qui, però: per farci “sentire” bene, si dovrebbe avere un minimo di circuito, di rete… E qui, torniamo al punto di partenza: dov’è questa rete?

  2. Sai cosa manca? L’amore, la condivisione e la lentezza.
    Siamo egoisti e non condividiamo più nulla nemmeno i sogni, correndo talmente tanto che non siamo più in grado di vedere nulla nemmeno il nostro cuore che sanguina.
    La politica….senti dire “non né parliamo”…e intanto tutti urlano e tu non capisci cosa dicono ma solo fastidio di grida uno sopra l’altro. Non si condivide più: tutti tengono stretto il poco o tanto che hanno, poi hanno voluto dividerci in tanti pezzettini così da non avere più le grandi masse che protestano solo piccoli gruppi che non fanno male a nessuno.
    Ora c’è internet ma lo si usa solo per dire come va tutto ok ? Oppure: guarda che bella foto! o sai oggi sono qui o là! Lasciamo in eredità un mondo pieno ma vuoto.
    Non ti sto a raccontare le nostre peripezie di lavoro, ti dico solo che per andare in pensione mio marito è stato due anni il così detto esodato e dico io anche mazziato: senza prendere un euro perchè la Fornero consociata ai nostri cari partiti, a deciso
    hanno deciso di spostare il tutto aggiungendo ben due anni.,
    Ora siamo contenti finalmente è arrivata la pensione, non la ricchezza ma si vive e ciò basta per noi e il figlio che non trova lavoro. E’ giustizia questa? Ai posteri l’ardua sentenza!
    Chiara

  3. Purtroppo gli italiani hanno ancora il Duce in pectore , sono fisiologicamente portati a delegare agli altri e quindi hanno bisogno di uno , uno solo , che pensa per tutti . Gli italiani non sono mai stati un popolo , con un senso di appartenenza , orgogliosi di essere italiani . Le guerre d’Indipendenza sono state merito di Ciro Menotti e dei commercianti modenesi liberali , una nicchia circoscritta di gente con gli attributi . Vent’anni di berlusconismo becero e di TV altrettanto miserabile ( anche di Sinistra ) hanno sostituito i valori con il consumo , l’essere con l’apparire ; e i risultati si vedono , soprattutto tra i trenta / quarantenni . Non si vede un futuro migliore , realisticamente . A contraddire la negatività , i malesseri , i veleni , siamo rimasti in pochi e non molliamo . Se ci togliamo anche l’utopia , se riescono ad ammazzarcela , siamo veramente fottuti . “Resistere resistere resistere” , Saverio Borrelli ; e operare , con i fatti , contro il caos etico e morale .

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