senza zucchero

di tanta pazzia restano violini
abbandonati in chiese vuote
calato il cicalare di preghiere

inclusi ceri spenti che sanno
ben più quant’è possibile
quando i libri perdono la fede

così bella così buona
asciugata dall’ultima pioggia,
coperta come il cielo
sola sai quanto sia glabra
la tua coscienza

nell’abbandono più stretto,
quando è pentimento
la vertigine salita in alto
in poco tempo, e il sudore
fa la musica sfuggente

inutile satellite
grava ogni peso,

sei stata pensiero
e la sua vittima

2 pensieri su “senza zucchero

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