Il Soldato Cipriano

(Il Soldato Cipriano valicava il crinale
in fila lunga stretta, verme indifeso
di soldati e muli durissimi
come bistecche della coop,
il nemico non dorme,)

dita nervose armate fino ai denti,
merli arrapati come torrioni,
siamo la buffa (*)
ci serve pazzia
ferire è un’arte

tagliarsi dopolavoro
un senso lato
feroce di pace,
sull’acrocoro nella calma apparente
il crucco prende la mira,

la guerra non ha misura
sei carne o sei cannone,

molti giocattoli rotti
sul lungo fiume che,
l’acqua rossa in ritirata scopre
non essere il terzo ad accendere,
abbassati, getta il cerino

(finché potrà salirà
scenderà il crinale
con frequenze d’amante,
il Sergente Cipriano marcia indomito
verso l’alba)

(*) fanteria nel gergo militare degli alpini

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5 thoughts on “Il Soldato Cipriano

  1. Tutto è rimasto tale e quale
    nulla è cambiato al posto dei “buffa”
    ci siamo noi che al confine non sappiamo mai
    che strada prendere e il viaggio del verme continua ancora.
    Bella e triste.
    Povero Cipriano.
    Un abbraccio
    Chiara

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