Lampedusa, luglio 2013

Il tango gitano se n’è andato
è morto tentando
di spiegare la democrazia
a un’ingente somma di danaro,
Gesù di Nazareth tutto bianco
ha assegnato premi alla carriera
ai sepolti sbrigativamente in mare,
come se non fosse Katyn
il Canale di Sicilia ma
vasca idromassaggio per donne
levigate già fin troppo
o nell’epica di Moby Dick, posto
per cercare fianchi da infilzare
anziché mare disperato d’inerzie
e lacrime da coccodrillo
sul debito crescente e riottoso
sul dolore necessario,
col cordoglio voluttuario
di un assenzio post datato
per levare calici alla salute
dell’ingente somma già descritta,

sarà lusso da defunti
commentarla con distacco.

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6 thoughts on “Lampedusa, luglio 2013

  1. Il mare nostrum è diventato un cimitero affollato, che nasconde speranze naufragate, terrore e orrori indicibili. E noi? Il cordoglio di due ore per poi dimenticare in fretta. In tempi di crisi la solidarietà è sconosciuta. Sono versi molto belli e duri, una giusta condanna di ipocrisie, falsa compassione e lacrime di coccidrillo.

  2. deflagrante nel suo “massacro” di ingiustizie, hai accomunato le disgrazie di questo secolo con rabbia e potenza. L’incipit e la chiusa sono di una bellezza non comune. Rivedrei solo la parte che va da “per cercare fianchi…” a “descritta”. La sento un po’ appesantita, ma capisco il senso di sofferenza emotiva che ha condotto le tue parole. Questo è un mare mortum altro che nostrum. Ciao

  3. Oggi ho guardato il TG, credo canale 5, ho pianto, nel vedere al confine francese, questi disperati. Poi , mi sono arrabbiata per la mia totale mancanza di risposte. È cosi da un bel po, che quasi mi porta a non guardare più, come se non guardare impedisca a queste anime di non soffrire pene così atroci. E mi chiedo spesso, e se ci
    fossi io in quella situazione o mio figlio?
    Che fare, come poter dare sollievo a questi derelitti? Domande senza risposte, le mie.
    Tu con questa tua hai rigirato il coltello nella piaga.
    Un sorriso, triste
    Chiara

  4. Nella eco della mia terra di Lampedusa (Trapani), risuona una frase alle tue parole: “nulla da aggiungere, nulla da obbiettare”…
    Finquando riusciamo a scandalizzarci, saremo salvi dall’abitudine che crea la morte della coscienza.
    Grazie per queste tue parole.
    Un caro saluto
    Brigida

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