note sui dieci per cento

E’ chiaro, penso lampante, che se una civiltà non parte da un sogno filosofico, un progetto teorico, questa non si rinnova non cambia non si adegua ed è destinata a scomparire come i dinosauri, i sumeri, i romani. L’illuminismo ha prodotto, semplicisticamente, la rivoluzione francese. Il pensiero marxista è all’origine di quella bolscevica. Modi di cambiare e intendere società radicalmente diverse dal sistema feudale e assolutistico di monarchi fuori tempo massimo. La base rimane quella di una forte componente ideologica, di una visione. L’occidente ha avuto due momenti di sfavillante fulgore, la bèlle epoque a cavallo tra il XIX secolo e la prima guerra mondiale. Un enorme sviluppo tecnologico economico durante di anni Cinquanta del XX secolo. Eppure l’Occidente stava già morendo. Il concetto di noia e alienazione diventa pensiero comune proprio durante questo secondo apogeo, nel momento in cui l’enorme espansione industriale genera benessere, lavoro garantito e tutelato da una parte, degrado ambientale, casermoni periferici e solitudini dall’altra. Una autore pochissimo citato, Giuseppe Berto, mi è sempre sembrato sotto questo aspetto un caso esemplare. L’alienazione passa da concetto teorico a piaga sociale senza che i più se ne accorgano: arrivano gli psicoanalisti, le tossicodipendenze di massa, l’Emilia sazia e disperata.

Dopo la caduta dell’URSS era pensiero comune che l’ideologia fosse un male da estirpare, e che il mondo si sarebbe avviato verso la globalizzazione dei diritti e del benessere totale. La storia ha smentito tutto. La desertificazione del Sahel a partire dagli anni Settanta e le continue guerre dimenticate hanno prodotto un sommovimento di popoli che guardano all’Europa come asilo e come terra di cui impadronirsi. Intanto noi ci siamo rammolliti con la televisione, gli i phone e gli zero virgola della finanza. La civiltà del lavoro è diventata un lontano ricordo, il lavoro stesso, ove non sia possibile meccanizzarlo completamente, è un semplice affitto di persone a prezzi sempre più modici. La politica non può rispondere perché è diventata appannaggio di sempre meno fasce sociali e sempre più di interessi meramente economici e corruttivi che non riguardano più la generalità della popolazione. Siamo in una situazione da basso impero, e senza scomodare il razzismo becero e idiota non dobbiamo dimenticare che chi sta arrivando con i barconi, la nostra terra se la sta guadagnando con la fatica, il sangue e la pazienza. Sopportando pene di cui noi non potremmo sopportare nemmeno il dieci per cento.

E’ necessario ridare spinta a un pensiero scomodo, frontale e innovatore, non assorbibile dai soliti muri di gomma, altrimenti faremo la fine dei dinosauri e dei romani. Spetta ai filosofi ripartire, sempre ammesso che ce ne sia ancora qualcuno fuori dai salotti.

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2 thoughts on “note sui dieci per cento

  1. Siamo diventati talmente egoisti da non ricordare che anche noi siamo stati migranti.
    Abbiamo costruito una società di macchine e non una società di persone
    e si sa che le macchine prima o poi si rompono, hanno bisogno di continue
    revisioni. E se andiamo avanti così verremo annientati, oppure non ci rimarrà che
    partire per lidi lontani in cerca di quella verità che qui non sappiamo più trovare.
    Abbiamo fatto un tremendo pasticcio.
    Sono pienamente d’accordo con le tue parole.
    Un abbraccio
    Chiara

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