l’ora vuota

stellata come prima
meraviglia a scomparsa
incombente minaccia.
Conosci le ragazze?
Le ho dimenticate a tal punto
da crescerne una
nella scatola degli spilli.

Sono l’uomo sull’atrio
urtato per caso,
amo l’intervallo di un cono da passeggio,
mi accorcio
svellendo parole insolite.

Mulini senza pane volati via,
passata un’ora tornano
con impazienza curvilinea di rondini.
Laika per evitarmi
si nascose nell’androne
fece carriera e diventò una stella,
ma il mondo non aspetta
l’ora vuota ritorni,
ha voglia di mettersi in affari
rientrare nelle medie stagionali.

Nero stellato badante di chimere
alzo la fronte dalla mia stanza
verso la premura più illesa mai scoperta,
sala parto di ogni teologia,
meraviglia e panno steso
alla mercé di un respiro
arrugginito in gola

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6 thoughts on “l’ora vuota

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