Presagio: una poesia di Ubaldo De Robertis

Ubaldo de Robertis, Se la luna fosse…un Aquilone, Limina Mentis Editore, 2012

Presagio

Fuori del mare…
alberi svestiti di vele
la sferza dei venti che scompiglia
drizze di randa ed amantigli
schiume increspate
fremono in muraglie

Sarà il nocchiere
creatura senza nome
uomo dello scandaglio
non l’opera morta
non l’immersa carena
ad aprirsi in squarci
a cedere…per primo

Floriano Romboli
“ Fuori del mare…” : è l’emergere dell’animus cosciente da quella “materia/ madre sostanza prima” evocata successivamente ( v. la lirica intitolata Lo Sciamano) e intesa quale agglomerato indistinto e potente, indifferenziata fonte di energia, fondamento solido e fecondo dell’essere.
Esistere, avvertire e manifestare senso di sé è uscire dal mare e dare inizio all’avventura di una vita responsabile, è acquisire la specificità e l’autonomia dell’animale-uomo, pur nella consapevolezza della fragilità delle costruzioni in cui può prender forma e provvisoriamente assestarsi il fremito vitale-naturale, l’insieme delle “schiume increspate”, come con immagine davvero efficace l’autore sa rendere l’idea del dinamismo costante e affascinante della vita nella sua irriflessa immediatezza.

Emilio Sidoti: Prefazione
Una bufera sconvolge il mare ( “schiume increspate / fremono muraglie” ) e un vento implacabile “sferza” i battelli agli ormeggi. Ma non saranno le cose edificate dall’uomo ( “ non l’opera morta / l’immersa carena” ) ad essere travolte per prime dalla bufera, bensì “ il nocchiere” (…), destinato “ad aprirsi in squarci / a cedere per primo” ; il quale è , sì, “una creatura senza nome”, ma anche – è sta qui la nota da non perdere di vista- “uomo dello scandaglio”: che discerne, valuta, riflette. E’ forse il poeta, pur considerandosi uno dell’oscura folla? O l’essere umano in genere? Oppure la mente umana, sede del pensiero? Il lettore può flettere soggettivamente tale nucleo semantico, avendo presente però che ciò che ha letto a tal punto s’interiorizza per acquistare una dimensione mentale. Il luogo della tempesta non è lo spazio-tempo nella sua fisicità, ma lo schermo della mente in cui lo spazio-tempo si riflette materiando il pensiero. Per cui la bufera che pareva un evento materiale ti diventa figura di un sisma d’anima, sì violento da condurre la mente alla catastrofe e all’obnubilamento emotivo.

Maria Giovanna Missaggia
Blumenberg traccia la storia di questa metafora che egli considera centrale nella civiltà dell’Occidente, e vi rileva uno slittamento di significato, dalla tempesta e dal naufragio sul mare al naufragio che coinvolge la stessa storia dell’uomo, dalla catastrofe naturale alla catastrofe storica. Di fronte ad essa la reazione dell’individuo, quale emerge dalle pagine di scrittori e filosofi dell’Occidente, sarebbe o di semplice spettatore, o di soggetto attivo e protagonista.
Quest’ultimo è il caso della poesia Presagio di de Robertis, dove il rapporto tra imbarcazione e nocchiero è rovesciato: non sarà la nave, l’ opera morta, a frangersi contro i flutti per prima, ma sarà il nocchiere / uomo dello scandaglio / […] ad aprirsi in squarci / a cedere … per primo.

Valeria Serofilli – Nota di lettura
Già la lirica d’apertura, che contrariamente a quanto accade in molti volumi, non è l’eponima(quella che da il titolo al libro) ma reca il titolo “Presagio”, si manifesta come portavoce dell’incubo diffuso riguardo l’imminente fine del mondo per inondazione, tra l’altro assai rituale in quest’ultimo periodo, per la profezia dei Maya, Recitano alcuni versi di “Presagio”:
Schiume increspate/fremono
in muraglie”
L’io lirico avverte dunque tutta la precarietà, l’incertezza e la transitorietà della condizione terrena, quasi rispecchiando il pensiero di Pascal dell’Esprit de finesse, anch’essa presa di coscienza della limitatezza umana e dell’impossibilità di raggiungere punti fermi, insanabile contraddizione fra il volere e l’ottenere.
Sul versante linguistico la lirica “Presagio”, già poco sopra analizzata, in virtù del similare apparato fonoprosodico sembra richiamare il montaliano “Mareggiare, pallido e assorto” precisamente nei versi:

“(…) la sferza dei venti che scompiglia
drizze di randa ed amantigli
schiume increspate
fremono in muraglie

Annunci

8 thoughts on “Presagio: una poesia di Ubaldo De Robertis

  1. da uno scambio di mail con l’autore:

    La trovo una bellissima metafora del genere umano, di cui non rimarrà la parte sommersa, ma il nocchiero che a mio avviso rappresenta lo spirito dell’uomo la parte emersa, colui che vede e scandaglia, il primo a essere colpito dagli eventi, che darà verso al mondo. In questo e per il senso che le do mi è molto piaciuta.

    e poi

    Aggiungo un particolare secondo me altrettanto importante, la tua poesia da senso alla storia, ciao

  2. Poesia composta da due strofe di versi brevi, la prima che descrive una situazione di bufera, la seconda che introduce una riflessione dell’autore sulle conseguenze della bufera. La bufera colpirà il «nocchiero» che guidava il veliero, sarà lui il primo a perire.

    A mio avviso, la poesia avrebbe potuto essere sviluppata nel senso delle poesie di Transtromer, avrebbe dovuto puntare di più sulle immagini della bufera in modo da alludere soltanto alla condizione umana del «nocchiero» Detto questo, la poesia è anche un inno alla sagacia e al coraggio dell’uomo che affronta eventi più grandi di lui, che accetta la sfida che lo porterà alla rovina. Una poesia visionaria, dunque, tipica della poesia di Ubaldo de Robertis.

  3. È l’ uomo a cadere per primo
    con il nostro scandagliare per abissi
    e non l’ opera morta
    Noi con le nostre malsane
    vite, è questo il presagio
    l’ uomo perirà ma resterà
    l’ opera morta, ossimoro
    di vita.
    Un sorriso
    Chiara

  4. L’ha ribloggato su almerighie ha commentato:

    Aspettavamo “il libro americano” per promuoverlo e diffonderlo, il destino ha disposto altro. E non mi voglio dilungare ne mettermi in mostra, non ne vale la pena. La persona e l’arte di Ubaldo De Robertis meritano anzitutto rispetto e silenzio. Se “tutta la vita è lasciare tracce” quest’Uomo e questo Artista ne hanno lasciate, eccome.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...