biglietto d’auguri

biglietto d’auguri
spedito dal profumiere
per la madre di mia figlia,
tu cosa ci fai qua
con l’ala spezzata, raccolto
malgrado tutto imprendibile?

Che ne sai della morte,
io scrivo mi occupo d’utopie
e di qualcun altro
che faccia il piacere,
non è serio startene qui
a crepare in silenzio.

La serata è fredda
nessuno ricorderà,
afferrarti era impossibile
confido nella pietà di un gatto.

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3 thoughts on “biglietto d’auguri

  1. dì la verità ti sei abbeverato alla poesia yankee?
    Sì perché questa a mio modestissimo parere deve molto a Carver Raymond Carver:

    lo spostamento semantico sul piano del realismo effettuale
    che muove l’attenzione da un dato comune, corrente, immanente (e popolare)
    ad una altro accidentale, ma probabile, anche se non manca qualche tinta surreale:
    permette che il lettore passi dal dato minimo a quello universale.
    O per lo meno, così accade in questa tua:
    dal biglietto d’auguri (minimale e popolare) all’accidenti (probabile) d’un uccello con l’ala spezzata
    che non si riesce a prenderlo (primo spostamento: stupore ) per un eventuale aiuto …
    L’uccello benché morente (secondo spostamento) sfugge alla presa: scena con un pizzico di surrealismo …
    Altro movimento: ritorno a se stessi riflessivo-cinico : accettazione della frustrazione davanti all’accidente
    con denuncia dei limiti propri del poeta -nel tuo caso-, che, sembra quasi una scusante, invece è l’oggettivazione dello spostamento definitivo: la morte. (accidentale, speculare dell’uccello ma propria e/o di tutti)

    Infine la strofa finale è un ritorno al minimale cinico-popolare: nessuna colpa per il tentativo non riuscito con un auspicio che il colpo di grazia necessitante sia affidato magari ad un gatto …
    Ed il gelo cala su tutto!

    Motivi icastici e significanti: duri (splatter volendo?) da realismo vero a quelli probabili …
    Accidentalità, frustrazione, simbologia della morte e analogia con i propri limiti (del poeta nello specifico ma oggettivabili) fino al pur vivere (lasciando al destino cieco e baro d’occuparsi dei morenti) nel gelo ambientale …
    Il tutto strutturato da situazioni surreali che fanno da sotto sfondo.
    Beh posso sbagliarmi, ma la letteratura USA ne è piena di questi motivi, e la poesia di Carver ne è testimonianza sublime
    (Rosario)

  2. Rosariello, il tuo commento mi è talmente piaciuto che l’ho copiato sul mio blog personale, qui https://almerighi.wordpress.com/2015/01 … omment-104
    probabilmente la verità sta in mezzo, nel senso che il pezzo nasce dalla realtà, il biglietto c’era, l’uccello con l’ala rotta c’era. Le restanti considerazioni in versi sono mie, ho letto Carver ed è possibile che qualcosa sia filtrato. Ciao

  3. L’ interpretazione è come si dice oggi
    ” oggettiva, soggettiva” dirò di più è
    relativa.
    Vorrei metterci del mio
    non sono nel “relativo” ma
    nell’ immediato assorbimento
    dì pure di cuore, pelle, mente.
    Così, a pelle, un biglietto vale l’ altro

    un’ala spezzata penetra nell’ umano
    a consolare.
    Non conosco Raymond Caver andro a cercare.
    Un sorriso
    Chiara

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