Procellaria

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A qualcuno forse ricorderà la gloriosa rivista di poesia Procellaria che qualche anno fa purtroppo cessò le pubblicazioni. Procellaria è anche titolo di una silloge di quaranta poesie uscita a fine maggio 2013 edita da Fermenti di Roma. L’autore, Flavio Almerighi, giunge con questa alla sua ottava pubblicazione in quindici anni. Procellaria è un uccello pelagico, cugino del gabbiano cui per altro somiglia molto. La procellaria vive in perfetta solitudine fin da piccola, nasce infatti da una nidiata singola, e durante la propria vita cavalca le onde marine in cerca di preda. Spesso segue le barche in attesa che l’equipaggio getti qualcosa in mare. Il libro vive di questa figura retorica, sviluppando temi di solitudine, sofferenza, dolore appena accennati nella raccolta precedente, Voce dei miei occhi, edita nel 2011 sempre per Fermenti. Poesia legata a temi generalmente intimistici fatta salva la poesia La recessione, e la lirica che chiude la raccolta, brano che lascia spazio a un po’ di speranza. Il libro vuole trasmettere la sua semplice asperità fin nella veste grafica editoriale, molto sobria e con un’immagine quasi infantile della Procellaria in copertina, non ha prefazione né introduzione per espresso volere dell’autore, e porta una semplicissima epigrafe, “ricordo di un’estate” a significare l’urgenza che ha generato questo libro, le cui liriche sono state composte, almeno nella loro prima versione, tutte nel corso dell’estate 2012. I brani sono legati tra loro dal sottile filo rosso della difficoltà, della crudeltà, della sofferenza, generate da ricordi, contingenze, notizie di cronaca, persino brutti sogni.

A tale proposito annota il critico Giorgio Linguaglossa:

“è un libro che non fa sconti e non vuole che il lettore gliene faccia, ha una abbottonatura, una sua chiusura, un suo modo di difendersi dalle letture improvvisate o superficiali, è un libro che non si dà facilmente, non si offre e non vuole offrirsi al primo casuale lettore. La prima poesia «Rosso d’uva» è davvero splendida nella sua nuda crudezza, quella intitolata «Recessione» è un esempio di poesia, come si diceva una volta, impegnata, civile, tenuta su da un profondo sdegno, fatta di nervi scoperti e di umori repressi: c’è nello stile una visibile traccia della repressione ovattata e perdurante dei nostri tempi di recessione spirituale e stilistica, e lo stile tenta di ribellarsi a questa cappa di piombo che avverte attorno a sé. “Procellaria” è un libro che reca la traccia dello sconvolgimento dei nostri anni, che si incide come la musica nei solchi dei dischi di un tempo in polivinile. È, come dire, uno stile che ha subito un oltraggio, e che reagisce all’offesa come può: ecco secondo me spiegata la durezza di certe immagini e la tenuta compattata del verso che utilizzi (che sia il verso lungo o quello breve non importa) e che tu tenti in tutti i modi di cementificare; le immagini che utilizzi sono della stessa stoffa della nostra moneta che tende alla inflazione pur in tempi di recessione; tu utilizzi la deflazione delle immagini, lavori per sottrazione, scavo, svuotamento anche là dove c’è un vuoto da colmare; tu vai per svuotamenti, lavori con la sega elettrica le immagini. Eccone un esempio:

Di là dal tempo
le ore si sviteranno
come tappi dal diserbante,
sarò un’edera
semi assiderata dal sole.

Ho poi l’impressione che i titoli delle poesie siano depistanti: vogliono indicare una sineddoche che conduce fuori strada il lettore, ma non per ingannarlo ma per offrirgli una possibilità di lettura diversa che una interpretazione letterale dei titoli altrimenti non consentirebbero; è un modo ingegnoso per portare il lettore fuori strada, fuori norma, per provocare una sua reazione.”

Qualche notizia sull’autore:

Flavio Almerighi è nato a Faenza il 21 gennaio 1959. Sue le raccolte di poesia Allegro Improvviso (Ibiskos 1999) Vie di Fuga (Aletti 2002) Amori al tempo del Nasdaq (Aletti 2003) Coscienze di mulini a vento (Gabrieli 2007) durante il dopocristo (Tempo al Libro 2008) qui è Lontano (Tempo al Libro 2010) Voce dei miei occhi (Fermenti editrice 2011) Procellaria (Fermenti editrice 2013) Sono le Tre (Lietocolle 2013) Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste quali Tratti, Prospektiva, Il Foglio Clandestino; viene a volte invitato a far parte di giurie in premi letterari.

Brani scelti:

Rosso d’uva

Questa notte un uomo
col ghigno
di un’acquasantiera
mi ha gettato
un giornale in faccia
poi mi ha accoltellato,

rosso d’uva
il sangue corre
dove non è mai stato
mi porta dietro,
quanto silenzio – penso
mentre muoio

e mi sveglio.

Ho sette anni

Passo senza muovermi
stormo di ruggini
come ogni volta,
ma prima invento
per chiunque non sia qui
indistinguibili particolari
di questo sottobosco
fra vipere e asparago.

Ai miei tempi
la fortuna non serviva,
mano a mano rallento
così essere
è più chiaro,
sento girare
la macchina delle falene
con un po’ di tormento.

Sono passato poco fa
senza insegne
le ali ammansite
da un sorriso,
io non parlo mai al plurale
nemmeno di noi,
ho sette anni.

procellaria

Quando dio decise
dimenticò il compasso,
ebbe comprensione
mi carenò, sempre pronta
a sfrecciare l’acqua
con violenza, ricetta base
di ogni portata.

Difficile esercizio
la dignità cui le lettere
sono possibili soltanto
a stomaco pieno,
ho il dovere di sorvolare
avvitarmi, colpire
senza esultanza per altro,

da sempre figlia unica
riposta sulla cresta
di due onde
e sola già dal nido,
l’unica mia vita
è trovare altra forza
continuare a predare.

Condono

C’è un tendone di cielo stasera

Da tenere teso per fumarci sotto

Mettere un cuscino da sonno imprevisto

Senza gravare un supporto di nubi,

Le dita muoiono di rabbia

O si fidanzano in caduta libera.

Il cuore è un buon camminatore

Non ha ali non ha piedi, c’è

Al buio è più vicino, metà sognato

Metà rimasto sotto il tendone

Mi disgrazia un futuro senza,

Condono a ogni rassegnazione

Per concludere una nota di lettura di Cristina Annino, nota poetessa e pittrice:

Hai “sette anni”, ma scrivi molto bene, decisamente troppo, complimenti! Bella, questa poesia, ma ce ne sono tante altre, poi devo dire che sai chiudere felicissimamente ogni composizione. Mi è piaciuto questo senso di solitudine offerto con delicatezza, struggimento e rabbia elegante. Certe poesie sono perfette. Bel libro, te l’avranno detto in cento, ma te lo dico anch’io, variato, impegnato quel tanto che salva comunque l’espressione poetica, insomma un gran bel lavoro!

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3 thoughts on “Procellaria

  1. Flavio mi sa che è un bel”commento” questo che ti hanno lasciato.
    Mi piacciono questi brani,non sono una intenditrice,ma i tuoi scritti li ho sempre letti volentieri.
    Mi ha fatto piacere leggere di nuovo .
    Ciao e in bocca al lupo per tutto.
    Ciao Magda

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